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COMUNICATI STAMPA APRILE 2014
Giovedì
4 Marzo 2021

L'UFFICIO IMMIGRATI DELL'ASP DI SIRACUSA SBARCA A BRUXELLES

 

UFFICIO STAMPA

 

Corso Gelone, 17  Siracusa - 96100

Tel. 0931 484324 Fax 0931 484319

ufficio.stampa@asp.sr.it                        Prot. n.2700/2014 U.S                     Siracusa, lì  8 aprile 2014

www.asp.sr.it

COMUNICATO STAMPA

 

L’UFFICIO IMMIGRATI DELL’ASP DI SIRACUSA SBARCA A BRUXELLES

Illustrate agli Stati Membri le buone prassi nell’assistenza ai migranti

 

Giungono a Bruxelles e agli Stati membri dell’Unione europea le buone prassi dell’Asp di Siracusa in tema di assistenza ai migranti.

Ad illustrarne gli interventi nel corso della conferenza sul tema “Health in Europe. Making it fairer” promossa dalla Comunità europea che si è svolta al Charlemagne conferenze Centre di Bruxelles la scorsa settimana,  è stata il direttore del Facility management dell’Asp di Siracusa Lavinia Lo Curzio, responsabile dell’Ufficio immigrati dell’Azienda, relatore al workshop su “I gruppi svantaggiati e le persone vulnerabili”.

“I temi della conferenza – spiega Lavinia Lo Curzio – sono stati il miglioramento dell’imparzialità e dell’equità nella salute in Europa, il miglioramento dell’accesso alla salute e come combattere la discriminazione in tema di salute”.

Nel suo intervento, la responsabile dell’Ufficio Immigrati ha sottolineato innanzitutto il ruolo di sostegno attivo che l’Assessorato regionale della Salute ha svolto e svolge verso le Aziende Sanitarie in Sicilia, accogliendone le criticità e proponendo strategie di miglioramento per assicurare una maggiore accessibilità ai servizi sanitari e una più efficace risposta ai bisogni di salute espressi dalla popolazione migrante.

“Ho illustrato dapprima la normativa nazionale e regionale in tema di assistenza sanitaria ai migranti irregolari – racconta – sottolineando come si tratti di norme particolarmente avanzate, non ultimo il decreto assessoriale del 6 marzo 2014 in materia di assistenza sanitaria erogata in regime di STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) ai minori stranieri irregolari che garantisce le cure pediatriche presso un pediatra di libera scelta del servizio sanitario regionale”.

Nel suo intervento, inoltre, ha evidenziato la gratuità delle cure per gli indigenti e il divieto di segnalazione dei clandestini alle autorità da parte degli operatori sanitari. Quindi ha descritto gli interventi realizzati in favore dei cittadini stranieri: “In particolare ho messo in evidenza – riferisce – come i flussi migratori via mare abbiano subito andamenti altalenanti negli ultimi 10 anni fino a divenire sistematici e massicci, soprattutto sulle coste siciliane, negli ultimi 5, 6 mesi, da quando il governo italiano, allo scopo di arrestare le terribili tragedie delle morti in mare, ha avviato l’operazione Mare Nostrum grazie alla quale, da ottobre 2013, sono state salvate circa 10 mila persone. Basti pensare che nel 2013 sono sbarcate 38.882 persone di cui 34.113 in Sicilia a fronte di 10.849 nel 2012, di cui 6.725 in Sicilia. Ho posto altresì l’accento sull’impegno che l’Asp di Siracusa profonde da molti anni assicurando ambulatori su tutto il territorio provinciale con personale medico dedicato e uffici stranieri per l’orientamento e l’erogazione dei codici STP ed ENI e come l’Asp di Siracusa si sia assunta il ruolo di organizzatore e facilitatore di percorsi comuni in rete assumendosi l’onere dei percorsi formativi e della pubblicazione di depliant multilingue per ottenere una maggiore raggiungibilità della fascia di popolazione vulnerabile. Nel nostro territorio – ha puntualizzato – è stato fruttuoso lavorare in rete con Prefettura, Servizi sociali dei Comuni, Croce Rossa, Associazioni di volontariato, organizzazioni non governative che hanno competenza in termini di reintegrazione e reinserimento sociale. Ho messo in luce, infine, la disponibilità dell’Asp di Siracusa a collaborare nell’interesse della salute di tutti con Medici Senza Frontiere, collaborazione che ha permesso di raggiungere la popolazione migrante nei luoghi di aggregazione delle comunità straniere, nelle periferie, per contattare soggetti portatori di bisogni di salute che non si rivolgevano spontaneamente ai nostri servizi pubblici. Il lavoro sul campo ci ha permesso di divulgare le informazioni, fornire agli immigrati un volto amico e più familiare del servizio pubblico, grazie anche alla collaborazione attualmente in corso con Emergency che attraverso una clinica mobile interviene con i medici aziendali”.

 

 

 

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