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EMERGENZA COVID-19, SCIFO: “L’ALTA DIRIGENZA HA FALLITO IL SUO COMPITO”. FICARRA: “DA QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA”

UFFICIO STAMPA

 

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                              Al Quotidiano La Sicilia

                                                            Al Caposervizio Laura Valvo

 EMERGENZA COVID-19, SCIFO: “L’ALTA DIRIGENZA HA FALLITO IL SUO COMPITO”. FICARRA: “DA QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA”

Siracusa 11 maggio 2020 - "Assisto da diverse settimane ad analisi sulla gestione dell'emergenza del pensionato infettivologo Gaetano Scifo attraverso, da ultimo, il quotidiano La Sicilia, che conduce a personali e apodittici giudizi negativi sulla dirigenza dell'Asp di Siracusa senza averne alcun titolo né alcuna competenza gestionale attuale. Ciò mi induce ad intervenire pubblicamente a tutela della dirigenza e di tutti i dipendenti che, magari sbagliando o indovinando, lavorano per 24 ore al giorno, e per questo hanno tutta la mia gratitudine per aver curato l’interesse pubblico dei cittadini. E se ci sono errori, chi dovrà pagare a tempo debito pagherà. E ciò a differenza di Scifo che ha saputo solo lesinare critiche dall'alto del suo divano o, peggio, del suo studio privato senza sprecare una goccia di sudore gratis per la sua gente.

Perché lo voglio ricordare: io, a differenza di Scifo, ho sempre e solo lavorato per il pubblico senza mai percepire soldi con attività privata nell’esercizio della mia funzione, cosa invece a lui probabilmente consentita. E allora è il caso che l'esimio professionista chiarisca perché, a differenza degli ottimi Michele Stornello e Eugenio Vinci che hanno prestato gratuitamente la loro opera di volontari, nessuna proposta del genere sia pervenuta da parte sua: tale gesto non gli ha sfiorato la mente, eppure l'emergenza richiedeva l’aiuto anche degli infettivologi.

Il luminare vorrà chiarire all’opinione pubblica se i suoi continui attacchi siano o meno comprovati da fatti reali o motivati da interessi personali. Perché la gente possa avere idee chiare nel suo giudizio, è necessario sapere, innanzitutto, se lo stesso sia mosso da obiettività scevra da conflitti di interesse. In primis, è necessario dire che il dottore Scifo, dall’alto della sua scienza, non ha mai comunicato alla città che il reparto di Malattie infettive da lui gestito non era attrezzato di impianto di gas medicali che ho dovuto fare realizzare in fretta e furia raddoppiando anche il numero dei posti letto, per fronteggiare una pandemia che, con un reparto così come lo aveva lasciato, non era assolutamente possibile gestire.

La pandemia era iniziata nel mondo a novembre e lui è andato in pensione a dicembre! Eppure niente ha previsto e organizzato. Come mai? E ancora dica alla città come mai non si era accorto che sotto al suo reparto conviveva la Pediatria magari chiarendo se i bambini o le loro mamme siracusane abbiano preso lo stesso ascensore su cui salivano, per esempio, i pazienti affetti da tubercolosi e, in caso positivo, quali precauzioni ha preso per evitare infezioni e contatti. Ed ancora, il novello Catone il Censore, vorrà spiegare se si era mai accorto nei 20 anni del suo primariato che anche i talassemici immunodepressi (?), avessero i locali adiacenti alle malattie infettive. Ed ancora, aveva mai segnalato che non c’erano bagni in camera nel reparto di malattie infettive? Ogni volta che un paziente infetto utilizzava il bagno c’era un operatore che lo disinfettava? Oppure il dottore Scifo era impegnato in altre attività, magari legittimamente, presso il suo studio personale? In secondo luogo, il dottore Scifo, sempre dall’alto della sua scienza, vuole comunicare alla cittadinanza se è vero o non è vero che ha dato sulla chat nazionale degli infettivologi del “mafioso” al direttore generale Ficarra? Vuole dire se questo è vero o non è vero e se lo ha anche accusato di inadempienze verso altre Aziende sanitarie da cui manca da diversi anni?”

“Ma perché questi attacchi? Mi sorge il dubbio che il distratto dottore Scifo non abbia dimenticato che sua moglie medico, concorrente all'incarico di primario facente funzione, qualche mese addietro mi era stata mandata da un personaggio importante di cui certo il dottore Scifo vorrà fare il nome alla città, lasciando le telefonate segni indelebili. Funzioni che venivano attribuite per titoli a chi aveva più titoli e non per altri motivi, quindi con trasparenza. Non vorrei che dietro un supposto interesse pubblico si nasconda uno stridente interesse privato (unicuique suum, diceva Sciascia).

Come già detto non abbiamo registrato nessuna istanza da parte sua per venire ad aiutare la gente in un momento di sofferenza. Probabilmente aveva altro da fare. Ma forse è meglio così considerato come ci ha fatto trovare il reparto”.

Salvatore Lucio Ficarra

Direttore generale Asp Siracusa

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